Toscana: stop al Glifosato dal 15 maggio

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19/03/2021

La Toscana anticipa tutte le nuove normative europee sull’uso di glifosato, impedendone l’utilizzo già dal prossimo 15 maggio. Questo pericoloso erbicida e pesticida agricolo è da anni al centro di molte polemiche a causa della sua pericolosità, sia nei confronti dell’ambiente sia della salute umana.

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La Toscana vieta l’utilizzo di glifosato dal 15 maggio 2021. Questa decisione è stata presa nel Piano di sviluppo rurale (Psr) Regionale dell’UE tramite la PAC (Politica Agricola Comunitaria). In questo modo, la Regione anticipa la scadenza del permesso di uso di questo erbicida a livello Europeo prevista per dicembre 2022. Si tratta di una scelta molto importante per l’ambiente e per la salute umana, poiché questo prodotto è altamente tossico e comporta controindicazioni molto gravi.

Toscana, addio al Glifosato

Il glifosato è un diserbante e pesticida molto diffuso in agricoltura in quanto vanta un largo spettro d’azione. Questo lo rende attivo sia sulle piante annuali sia su quelle perenni, senza distinzione tra specie, e consente di eliminare tutte le erbe infestanti. Viene venduto sotto forma liquida pronta all’uso e si può spruzzare direttamente sulle piante da eliminare.


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Breve storia del glifosato

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Il glifosato viene autorizzato per la prima volta negli anni ’70, e al giorno d’oggi è diffuso in più di 140 paesi. Il suo utilizzo è cresciuto negli anni con la diffusione delle specie geneticamente modificate (OGM) resistenti al glifosato. In particolare l’introduzione nel mondo agricolo di specie di mais, soia e cotone resistenti a questo erbicida ne ha consentito un utilizzo molto diffuso. Infatti, poteva essere utilizzato per eliminare le piante infestanti senza danneggiare i raccolti.

Le parole di Franco Ferroni

Il responsabile agricoltura del WWF Italia Franco Ferroni ha dichiarato:

“Si tratta di un segnale importante che rende più sostenibile l’utilizzo dei fondi pubblici della PAC in queste Regioni che hanno deciso il divieto del glifosato nelle misure dei rispettivi Psr. E’ assurdo che si continui a premiare con fondi pubblici agricoltori che che usano un pesticida ritenuto pericoloso per la salute umana e sicuramente dannoso per gli ecosistemi”.