Un mix di alghe per aumentare l’efficienza del fotovoltaico

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20/11/2022

In Svezia, il progetto LIFE SUNALGAE ha inaugurato una struttura pilota per la produzione in serie di un materiale organico che migliora la resa dei pannelli solari. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.

Alghe
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Dalla Swedish Algae Factory un nuovo materiale avanzato per migliorare l’efficienza del fotovoltaico.

Algica: il materiale organico che migliora l’efficienza del fotovoltaico

Alghe
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Si chiama Algica ed è lo speciale materiale di silice amorfa creato da due ricercatrici svedesi: la professoressa di ecologia marina Angela Wulff e l’ingegnere biotecnico Sofie Allert. Questo composto è potenzialmente multiuso. Può, ad esempio, essere usato nella cosmesi naturale, dare una mano all’efficienza del fotovoltaico o aumentare la capacità delle batterie agli ioni di litio. Ma la caratteristica che lo contraddistingue è la materia prima. È realizzato a partire dalle pareti cellulari delle diatomee, microscopiche alghe che popolano l’ambiente marino e d’acqua dolce.

Wulff e Allert hanno iniziato a coltivare le microalghe diversi anni fa, in una piccola serra sperimentale da 6 m2 nell’Università di Göteborg. Oggi sono fondatrici di un’azienda, la Swedish Algae Factory, che sta mettendo a frutto il potenziale delle diatomee in applicazioni industriali. E sono passate dai contenuti spazi del laboratorio universitario ad una maxi serra “verticale” con oltre 10.000 m2 di superficie coltivata.

Il progetto SUNALGAE for Life

Fotovoltaico
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Nel 2018 l’azienda ha lanciato il progetto SUNALGAE for LIFE, finanziato dal programma Life della Commissione Europea con 1,6 milioni di euro. L’iniziativa, che si concluderà ufficialmente il prossimo anno, sta studiando le potenzialità dell’algica nel miglioramento dell’efficienza fotovoltaica.

La Swedish Algae Factory realizza il suo materiale avanzato estraendo le pareti cellulari delle diatomee, strutture costituite da biossido di silicio e dotate di pori nanoscopici. Ottiene così una silice amorfa con una struttura mesoporosa altamente ordinata e dotata di proprietà di manipolazione della luce uniche. Nel dettaglio l’algica, aggiunta direttamente all’incapsulante o al rivestimento antiriflesso, può aumentare l’efficienza delle celle solari in silicio di almeno il 4% e quella delle celle di Gratzel del 36%. Il progetto sta dimostrando il concetto attraverso un impianto di produzione pilota.

E dal momento che le pareti cellulari delle diatomee bloccano la luce UV dovrebbero anche ridurre il degrado dei pannelli solari causato nel tempo dalle radiazioni ultraviolette. Il processo di produzione è circolare in quanto utilizza nutrienti riciclati da un allevamento ittico a terra. L’azienda stima anche una riduzione dei costi del 3,9% rispetto agli attuali moduli solari all’avanguardia.