Uranio: cos’è e arricchimento

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28/04/2021

L’uranio (numero atomico 92 e simbolo U) è un metallo tossico e radioattivo, che si trova in natura sotto forma di isotopo 238 oppure 235, molto più raro. Questo metallo viene impiegato principalmente per alimentare le centrali nucleari e in particolare per il processo di fissione nucleare.

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L’uranio può essere utilizzato per il processo di fissione nucleare solo nella forma isotopica meno diffusa in natura, ossia il 235. Proprio per tale ragione è necessario che venga effettuato il processo di arricchimento. Si tratta di un processo piuttosto costoso, che richiede degli impianti particolari. Soprattutto, è un processo pericoloso perché questo elemento è altamente radioattivo. La pericolosità delle centrali nucleari dipende proprio da questo aspetto.

Uranio arricchito: cos’è e come si ottiene?

Come abbiamo appena accennato, l’isotopo 235 è molto raro ma necessario per le centrali nucleari che altrimenti non potrebbero portare a termine il processo di fissione. Per questo motivo, è necessario arricchire l’isotopo 238 che è invece più facile da reperire in natura. Per farlo occorrono delle attrezzature specifiche e molto costose.


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Il processo per ottenere l’uranio arricchito è molto complesso ma si può sintetizzare in modo schematico così: l’isotopo 235 e 238 sono introdotti in una sorta di centrifuga riscaldata, con ambiente sottovuoto. La centrifuga sottopone l’esafluoruro di uranio (in forma gassosa) ad una maggiore forza di gravità che permette la separazione dell’isotopo 238 dall’isotopo 235.

Al centro della centrifuga rimane però il miscuglio di uranio arricchito, che sarà sottoposto ad ulteriori centrifughe. Al termine di tutto il processo, l’uranio 235 arricchito è impiegato in parte per l’alimentazione delle centrali nucleari e in parte per fini bellici: è così infatti che vengono prodotte le bombe atomiche e altre armi chimiche.

Uranio impoverito: cos’è e come si ottiene?

L’uranio impoverito è costituito dagli scarti derivanti dal processo di arricchimento dell’uranio, che abbiamo appena visto. Tutto il materiale avanzato, quasi completamente composto dall’isotopo 238, è meno radioattivo e impiegato principalmente nell’industria civile e in quella bellica.

L’uranio impoverito presenta caratteristiche precise: ha un peso specifico elevatissimo, essendo un materiale di scarto lo si trova a poco prezzo e in abbondanza, è un materiale duttile e in grado di assorbire le radiazioni. Per queste ragioni è impiegato per realizzare schermature dalle radiazioni (anche in ambito medico) e parti di aerei ed imbarcazioni. Inoltre, l’uranio impoverito è utilizzato anche in ambito bellico, per costruire munizioni e proiettili.


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Quanto è radioattivo?

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La radioattività dell’uranio impoverito è inferiore di circa il 40% rispetto a quella dell’uranio arricchito. Questo materiale quindi presenta una certa radioattività che però per gli impieghi che ne vengono fatti non risulta pericolosa per la salute umana. Per fare un esempio, nei proiettili questo elemento è comunque schermato quindi la sua radioattività non riesce ad arrivare fino a noi.

Tuttavia, l’uranio impoverito ha un livello di pericolosità da non sottovalutare e non per via della sua radioattività. Questo metallo infatti, come d’altronde tutti i metalli pesanti, è tossico e tende ad accumularsi nel nostro organismo. Questo avviene ogni volta che, bruciando, si polverizza sprigionando particelle che si disperdono nell’ambiente, nell’aria e nell’acqua. Le particelle di uranio impoverito, altamente tossiche, sono assorbite dal nostro organismo e di certo non si tratta di una cosa salutare!