Verderame: cos’è, come e quando usarlo

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14/01/2021

Il verderame è un fungicida anticrittogamico a base di rame. Il suo utilizzo consente di prevenire e combattere infezioni da funghi su piante da frutta, da orto e ornamentali. Tali infezioni sarebbero infatti dannose per la pianta, e di conseguenza per i frutti che vogliamo ricavarne!

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Il verderame è un prodotto molto conosciuto in agricoltura. Si può preparare in casa e utilizzare su una vasta gamma di piante differenti, dalle piante da frutto, alle piante ornamentali, alle piante da orto. La composizione di questo fungicida cambia di volta in volta in base al prodotto utilizzato.

Verderame: cos’è, come farlo e quando utilizzarlo

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Solitamente, con il termine verderame si intende una varietà di prodotti: possiamo avere la poltiglia brodolese, gli ossicloruri di rame e l’idrossido di rame.

La poltiglia brodolese è la tipologia più diffusa. Si ottiene mischiando il solfato rameico (cioè il sale puro di rame) con idrossido di calcio. Questa reazione consente di neutralizzare la tossicità del sale di rame per le piante. Può essere preparata facilmente in casa, ottenendo un prodotto di colore azzurrognolo.


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Verderame: come funziona e quando usarlo

Questo fungicida funziona interferendo con il sistema di respirazione dei funghi, grazie proprio alla presenza del rame. Viene utilizzato soprattutto a scopo preventivo, ed è considerato un fungicida ad ampio spettro.

L’utilizzo di questo fungicida riguarda soprattutto l’autunno e l’inverno, quando le piante sono in riposo vegetativo. E’ importante che le piante siano asciutte: pertanto, consigliamo di darlo almeno nel primo pomeriggio, in modo che le piante si siano asciugate dall’umidità della notte. Ovviamente sarebbe meglio che per almeno un paio di giorni successivi all’applicazione non piovesse, in modo che il prodotto possa fare effetto in maniera ottimale. Su melo, pero e olivo si può anche replicare il trattamento in primavera, se necessario.

Le malattie principali che il verderame consente di prevenire e curare sono:

  • bolla del pesco, dell’albicocco e delle altre drupacee;
  • mal secco e gommosi degli agrumi;
  • occhio di pavone e rogna dell’ulivo;
  • peronospora della vite;
  • altre malattie fungine come ruggine, ticchiolatura, antracnosi, etc.

Tossicità del verderame e dosi consigliate

Il verderame, essendo un fungicida a base di rame, presenta una certa tossicità. Il rame infatti è un metallo pesante che può accumularsi nel suolo provocando la morte della microfauna (ad esempio i lombrichi). Non è tossico per le api, ma ad alte concentrazioni lo è per i coccinellidi, imenotteri e acari. Risulta tossico per pesci e mammiferi, e ricordiamo soprattutto che il suo utilizzo puro (cioè senza ossido di calcio) è fitotossico per le piante!


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La tossicità del verderame non riguarda solo flora e fauna, ma anche l’ambiente in cui viene riversato. Dal momento che si può accumulare nel terreno, il rame può facilmente raggiungere le falde acquifere, provocando gravi danni ambientali se presente in alte concentrazioni. Oltretutto, in queste condizioni risulta pericoloso anche per l’uomo.

Per tutti i motivi sopracitati, l’Unione Europea consiglia un utilizzo massimo di 3kg/ha/anno.