Vulcani: cosa sono, come si formano e quali sono quelli attivi in Italia

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Vulcani

I vulcani sono delle strutture geologiche che si sono venute a generare in seguito ai movimenti della crosta terrestre e della tettonica delle placche, fenomeni che stanno alla base anche dei terremoti. In sostanza, un vulcano nasce in seguito a delle spaccature della crosta terrestre, dalle quali vengono emessi materiali solidi o fluidi ad elevatissime temperature: quando questo avviene, il vulcano può provocare anche un disastro sulla zona circostante, radendo al suolo intere città.

In Italia ci sono ancora alcuni vulcani attivi: alcuni molto più noti di altri e soprattutto più pericolosi. Come abbiamo già visto quando abbiamo parlato degli tsunami (che spesso e volentieri possono essere causati proprio dall’eruzione dei vulcani) il vulcano Marsili rappresenta un serio pericolo per le coste dell’Italia meridionale e andrebbe tenuto monitorato il più possibile perchè potrebbe distruggere intere città e mietere diverse vittime.

Come si sono formati i vulcani?

LavaCome abbiamo anticipato, il vulcano si è formato in seguito ai movimenti delle placche terrestri: si tratta di fenomeni del tutto naturali, che con il corso del tempo hanno dato origine anche ai continenti come noi li conosciamo. In alcuni casi, i movimenti e gli scontri tra le diverse placche tettoniche hanno dato vita a delle vere e proprie spaccature della crosta terrestre, che hanno determinato appunto la formazione dei vulcani.

Inizialmente, un vulcano si presenta come un semplice “buco” nella crosta terrestre, dal quale fuoriesce il magma, ossia un miscuglio di roccia fusa e altri composti liquidi e gassosi. Proprio questi materiali che, con il tempo, si sono solidificati, hanno dato vita a quello che noi chiamiamo generalmente vulcano ma che in termini scientifici andrebbe propriamente denominato monte vulcanico. La classica forma dei vulcani, in sostanza, è stata generata proprio dalle loro eruzioni e dall’accumulo di materiali intorno al cratere

Quali sono i vulcani attivi in Italia?

In Italia i vulcani attivi sono molti di più di quelli che possiate immaginare, ma questi non sono tutti uguali: si distinguono infatti in vulcan ad attività persistente, quiescenti, sottomarini ed estinti. 

Vulcani italiani ormai estinti

I vulcani estinti sono quelli che destano minori preoccupazioni perchè la loro ultima eruzione risale a più di 10 mila anni fa: non rappresentano quindi alcun pericolo e tra questi troviamo il vulcano Salina, Amiata, Vico, Cimini, Vulsini, Isole Pontine, Roccamonfina, Vulture e Sabatini.

Vulcani italiani quiescenti

Un vulcano si definisce quiescente quando il suo tempo di riposo è inferiore al suo più lungo periodo di inattività: in sostanza si tratta di fenomeni che devono essere tenuti sotto controllo ma che in linea di massima non si possono definire attivi e quindi a rischio immediato di eruzione. Tra questi troviamo: Campi Flegrei, Ischia, Colli Albani, Vulcano, Lipari, Vesuvio, Panarea, Pantelleria e Isola Ferdinandea.

Vulcani italiani ad attività persistente (Attivi)

I vulcani ad attività persistente sono quelli ancora attivi, che quindi continuano ad eruttare con intervalli di alcuni periodi. In Italia in questa categoria rientrano l’Etna e lo Stromboli, ma entrambi sono in completa sicurezza quindi non c’è da preoccuparsene troppo.

Vulcani italiani sottomarini

I vulcani sottomarini sono collocati sotto al livello dei mari, nelle zone del Mar Tirreno e del Canale di Sicilia: tra questi troviamo Magnaghi, Vavilov, Palinuro, Glauco, Eolo, Sisifo, Enarete e Marsili. Quest’ultimo è ancora attivo e desta una certa preoccupazione: una sue eruzione improvvisa potrebbe infatti provocare uno tsunami di portata spaventosa, in grado di distruggere le coste della Calabria, del Cilento e della Sicilia.

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