Vulcani: cosa sono, come si formano e quali sono quelli attivi in Italia

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26/04/2017

I vulcani sono delle strutture geologiche che si sono venute a generare in seguito ai movimenti della crosta terrestre e della tettonica delle placche, fenomeni che stanno alla base anche dei terremoti. In sostanza, un vulcano nasce in seguito a delle spaccature della crosta terrestre, dalle quali vengono emessi materiali solidi o fluidi ad elevatissime temperature: quando questo avviene, il vulcano può provocare anche un disastro sulla zona circostante, radendo al suolo intere città.


In Italia ci sono ancora alcuni vulcani attivi: alcuni molto più noti di altri e soprattutto più pericolosi. Come abbiamo già visto quando abbiamo parlato degli tsunami (che spesso e volentieri possono essere causati proprio dall’eruzione dei vulcani) il vulcano Marsili rappresenta un serio pericolo per le coste dell’Italia meridionale e andrebbe tenuto monitorato il più possibile perchè potrebbe distruggere intere città e mietere diverse vittime.

Come si sono formati i vulcani?

LavaCome abbiamo anticipato, il vulcano si è formato in seguito ai movimenti delle placche terrestri: si tratta di fenomeni del tutto naturali, che con il corso del tempo hanno dato origine anche ai continenti come noi li conosciamo. In alcuni casi, i movimenti e gli scontri tra le diverse placche tettoniche hanno dato vita a delle vere e proprie spaccature della crosta terrestre, che hanno determinato appunto la formazione dei vulcani.


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Inizialmente, un vulcano si presenta come un semplice “buco” nella crosta terrestre, dal quale fuoriesce il magma, ossia un miscuglio di roccia fusa e altri composti liquidi e gassosi. Proprio questi materiali che, con il tempo, si sono solidificati, hanno dato vita a quello che noi chiamiamo generalmente vulcano ma che in termini scientifici andrebbe propriamente denominato monte vulcanico. La classica forma dei vulcani, in sostanza, è stata generata proprio dalle loro eruzioni e dall’accumulo di materiali intorno al cratere

Quali sono i vulcani attivi in Italia?

In Italia i vulcani attivi sono molti di più di quelli che possiate immaginare, ma questi non sono tutti uguali: si distinguono infatti in vulcan ad attività persistente, quiescenti, sottomarini ed estinti. 

Vulcani italiani ormai estinti

I vulcani estinti sono quelli che destano minori preoccupazioni perchè la loro ultima eruzione risale a più di 10 mila anni fa: non rappresentano quindi alcun pericolo e tra questi troviamo il vulcano Salina, Amiata, Vico, Cimini, Vulsini, Isole Pontine, Roccamonfina, Vulture e Sabatini.

Vulcani italiani quiescenti

Un vulcano si definisce quiescente quando il suo tempo di riposo è inferiore al suo più lungo periodo di inattività: in sostanza si tratta di fenomeni che devono essere tenuti sotto controllo ma che in linea di massima non si possono definire attivi e quindi a rischio immediato di eruzione. Tra questi troviamo: Campi Flegrei, Ischia, Colli Albani, Vulcano, Lipari, Vesuvio, Panarea, Pantelleria e Isola Ferdinandea.

Vulcani italiani ad attività persistente (Attivi)

I vulcani ad attività persistente sono quelli ancora attivi, che quindi continuano ad eruttare con intervalli di alcuni periodi. In Italia in questa categoria rientrano l’Etna e lo Stromboli, ma entrambi sono in completa sicurezza quindi non c’è da preoccuparsene troppo.


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Vulcani italiani sottomarini

I vulcani sottomarini sono collocati sotto al livello dei mari, nelle zone del Mar Tirreno e del Canale di Sicilia: tra questi troviamo Magnaghi, Vavilov, Palinuro, Glauco, Eolo, Sisifo, Enarete e Marsili. Quest’ultimo è ancora attivo e desta una certa preoccupazione: una sue eruzione improvvisa potrebbe infatti provocare uno tsunami di portata spaventosa, in grado di distruggere le coste della Calabria, del Cilento e della Sicilia.

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