Energia mareomotrice: cos’è, pro e contro

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31/01/2021

Negli ultimi anni si sente molto parlare di energie rinnovabili, ma ci si sofferma sulle solite tipologie (solare, eolico, e poco altro). Non tutti sanno però che in alcuni paesi viene prodotta tanta energia pulita anche a partire dalle maree. Questa prende il nome di energia mareomotrice. 

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L’energia mareomotrice è l’energia che si ricava dagli spostamenti di acqua e dalle maree. E’ una fonte energetica rinnovabile e alternativa alle fonti fossili. In antichità i cosiddetti “mulini a marea” sfruttavano l’energia proveniente dal mare trasformandola in energia meccanica per far girare la macina. Si pensi che in tutto il mondo la marea in sole 13 ore può smuovere 115 miliardi di tonnellate di acqua.

Come ottenere energia dalle maree

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Esistono diversi metodi per sfruttare l’energia delle maree:

  • Sollevamento di un peso in contrapposizione alla forza di gravità;
  • Compressione dell’aria in cassoni e successiva espansione per movimentare turbine;
  • Movimento di ruote a pale;
  • Riempimento di bacini e successivo svuotamento con passaggio in turbine.


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In una tipica centrale mareomotrice l’acqua affluisce e defluisce in un ampio bacino. Nel fare ciò attraversa una serie di tunnel e, acquistando velocità, fa girare delle turbine. Queste turbine sono collegate a dei generatori di produzione di energia elettrica.

Vantaggi e svantaggi dell’energia mareomotrice

Il principale pro di questa fonte energetica è sicuramente la sua natura rinnovabile, perché sfrutta l’energia cinetica generata dalle maree grazie allo spostamento dell’acqua. Questo rappresenta sicuramente un enorme vantaggio.

Nonostante ciò, l’energia mareomotrice presenta anche alcuni svantaggi che devono essere presi in considerazione:

  • Energia intermittente: questa fonte energetica dipende dalle maree, che sono un fenomeno naturale che si verifica in maniera regolare e intermittente, quindi non costante;
  • Alto dislivello di marea: non sono molte le zone del mondo in cui si registra un dislivello tale da rendere vantaggioso lo sfruttamento delle maree per far funzionare le centrali;
  • Sedimentazione fluviale: se l’impianto è situato alla foce di un fiume, la sua funzionalità può essere compromessa dal deposito di sedimenti;
  • Erosione e paesaggio: le centrali mareomotrici sono grandi opere marittime artificiali, e in quanto tali hanno un elevato impatto sia sul flusso dell’acqua sia sull’habitat naturale.